//Bici Elettriche VS tradizionali

La bici elettrica gode di molti vantaggi rispetto alla sua cugina tradizionale e con questa ha in comune un livello di inquinamento nullo nell’utilizzo, fatta eccezione per i problemi di smaltimento delle batterie.

Ma se per compiere un tragitto che copra più di qualche chilometro con una bicicletta standard bisogna avere almeno un minimo di allenamento, con la bicicletta elettrica, anche persone sedentarie ( per necessità o volontà che sia) hanno la possibilità di lasciare a casa l’automobile e spostarsi con un mezzo agile, veloce, poco costoso e ad impatto zero sull’ambiente.

Nel corso degli anni l’offerta dei produttori di biciclette elettriche e a pedalata assistita ha coperto tutte le gamme di utilizzo.

Tipologie

Chiamate spesso ebike o bici elettriche, in realtà occorrerebbe distinguere tra ebike vera e propria e bici a pedalata assistita. Ed entrambe non necessitano né di documenti né del casco.

L’ebike: è assimilabile ad un piccolo scooter da 50 cc, che funziona anche senza pedalare ed arriva a velocità di 50-60 km/h.
Bici a pedalata assistita: ha ha una spinta elettrica che parte solo quando pedalando si arriva a 25 km/h e un motore che non supera i 250W. In Europa sono chiamate pedelec.

Oggi troviamo mezzi da utilizzare in città, anche pieghevoli, e quelli adatti ad un utilizzo più estremo, vere e proprie mountain bike mono e full suspension, non al livello di downhill, ma di certo definibili come all mountain o enduro.

Mercato delle bici elettriche in Italia e all’estero

Le bici elettriche registrano un crescente apprezzamento da parte del mercato, in Italia come in altri paesi europei. Nel nostro Paese nel solo 2016 sono state venduti 124.000 pezzi, con una crescita del 120% rispetto all’anno precedente, come registra l’ANCMA, l’associazione del ciclo, motociclo e accessori. La vendita di biciclette tradizionali ha avuto una flessione del 2,6%. I dati riguardano sia le bici importate, che quelle progettate e realizzate in Italia.

Secondo diversi studi, basati sulla penetrazione delle bici elettriche sul mercato in altri paesi europei, il futuro è roseo per la bici elettrica. Addirittura, c’è chi, come Bosch eBike Systems, leader nel segmento dei sistemi di trasmissione per ebike, stima che la quota in termini di ricavi, possa raggiungere il 30% del mercato della bici nel giro di pochi anni.

Staremo a vedere, ma l’apprezzamento dei consumatori per questo mezzo di trasporto eco-friendly è evidente.

Si tratta comunque di un settore dove l’Italia ha ampi margini di crescita. Basti pensare che nel 2016 in Europa sono state vendute circa 20 milioni di bici totali di cui le elettriche sono state 1.667.000, con un trend di crescita del 22,15% rispetto al 2015. La previsione per il 2018 è di toccare i 2 milioni di unità. In alcuni paesi (Germania e Olanda) quasi 1 bicicletta venduta su 3 è una ebike.

È quindi un segmento in cui vale la pena investire. Alcuni studi internazionali dimostrano come 1 euro investito in ciclabilità ne restituisca 5 all’intera collettività in meno di tre anni.

Bici elettriche, cosa sono e le caratteristiche:

Nello specifico, qui parleremo solo di bici elettrica, che si distinguono dai motorini o dagli scooter elettrici, perché è dotata di motori della potenza massima di 250 Watt, che si attivano automaticamente solo con la pedalata e smettono di funzionare quando non pedaliamo più o al raggiungimento della velocità di 25 Kmh.

Sono ecologiche perché non inquinano e consumano pochissima energia elettrica e hanno bassi costi di gestione. Consentono di muoversi senza fatica (il motore ‘assiste’ la pedalata del ciclista nelle ripartenze e in salita), non emettono rumori e si rivelano più sicure delle bici normali.

Sono dotate di quattro componenti principali:

  1. motore;
  2. batteria;
  3. sistema di rilevazione della pedalata;
  4. computer di bordo.

Possono avere il motore montato sul mozzo anteriore, su quello posteriore o fra i pedali, distinguendosi anche per

  • il tipo di batterie (al litio – le migliori –, al piombo o al nichel metallo-idruro),
  • la capacità (misurata in Watt-ora)
  • il sistema di rilevazione della pedalata, ossia per un sensore che comunica alla centralina quando attivare il motore.

Il sensore può essere più semplice e consentire la cosiddetta “pedalata simbolica” (ci si limita a far girare i pedali facendosi trasportare interamente dal propulsore), o più complesso, perché rileva lo sforzo compiuto sui pedali a partire dalle torsioni meccaniche, permettendo una pedalata naturale, con un aumento dell’autonomia.

Le caratteristiche tecniche delle biciclette elettriche a pedalata assistita di alto livello sono spesso piuttosto simili se non uguali, anche perché soggette alla direttiva europea.
A far la differenza ci pensano materiali, design e optional, che devono necessariamente venire incontro ai gusti diversificati di utenti sempre più esigenti ed informati.

2019-08-15T08:57:59+00:00Gennaio 23rd, 2019|